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Conciliazione legale tra le parti

Il legislatore, al fine di ridurre le pendenze giudiziarie, in ambito civile, ha previsto numerosi casi in cui prima di adire il tribunale è necessario, oppure facoltativo, tentare una conciliazione legale tra le parti. La conciliazione deve essere portata avanti alla presenza degli avvocati e prevede una terza parte imparziale, che suggerisce una risoluzione equa. I vantaggi sono i tempi ridotti e costi inferiori.

Nel caso in cui ci sia una controversia in cui è possibile o necessario tentare la conciliazione legale, ottenere una consulenza legale di un professionista competente può aiutare a far valere i propri interessi. Ecco alcuni casi in cui si ricorre alla conciliazione legale.

  • Controversie fra utenti finali e operatori di comunicazioni elettroniche. Questa tipologia di controversia è regolata dal Regolamento del 19 aprile del 2007 e prevede che gli utenti prima di rivolgersi alla giurisdizione ordinaria debbano tentare la conciliazione legale. In questo caso l’utente e l’operatore sono aiutati a dirimere le questioni con l’aiuto di una terza parte. Tra coloro che possono gestire le controversie tra utenti ed operatori c’è il Co.Re.Com che ha delega dell’Autorità Garante per le Comunicazioni. Se il tentativo di conciliazione fallisce, l’utente può rivolgersi al giudice ordinario.
    Il termine per la conclusione della procedura conciliativa è di trenta giorni decorrenti dalla data di proposizione dell’istanza; dopo la scadenza di tale termine le parti possono rivolgersi al giudice.
  • Un secondo ambito in cui è previsto il tentativo di conciliazione legale come propedeutico rispetto ad un’attività giurisdizionale, è la materia civile e commerciale. In questo caso la disciplina è contenuta nel decreto legislativo 28 del 2010.
  • Tra le materie per le quali è necessaria una consulenza legale per conciliazione legale vi sono le liti condominiali che, come risaputo, sono molto frequenti. Le stesse possono riguardare diversi argomenti, ad esempio l’uso di spazi comuni, il pagamento di spese condominiali.
  • Si applica la conciliazione legale obbligatoria anche in materia successoria, locazioni, comodato. In tali materie si ritiene espletato il tentativo di conciliazione anche nel caso in cui in seguito al primo incontro davanti al mediatore non vi è l’accordo.
  • Una disciplina a se stante è prevista nel diritto del lavoro e in particolare dalla legge Fornero (92 del 2012). Vi è l’obbligo del tentativo di conciliazione legale in coso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ad esempio per ristrutturazione azienda.
  • Un ulteriore caso di conciliazione legale previsto dalla legge Fornero è riservato ai contratti a tutele crescenti, in questo caso, se vi è licenziamento, il datore di lavoro può offrire al lavoratore un indennizzo economico al fine di evitare il giudizio.
  • Infine, è prevista la conciliazione legale facoltativa, ovvero spetta alla parte decidere se tentare prima la conciliazione oppure adire direttamente l’autorità giudiziaria. Tra i casi in cui può essere necessaria una consulenza legale per conciliazione legale facoltativa vi sono le controversie su retribuzioni, impugnazione dei licenziamenti per giusta causa, violazione del patto di non concorrenza, violazioni obblighi in materia di sicurezza sul luogo di lavoro.

In ogni caso in cui c’è bisogno di consulenza legale per conciliazione legale scegliere un professionista serio ed affidabile può fare la differenza e migliorare la tutela dei propri diritti.