Che cos’è l’ESG?
ESG, acronimo di Environmental, Social, Governance: tre parole chiave per misurare la sostenibilità delle aziende.
Il 16/12/2022 è entrata in vigore la nuova Direttiva UE 2022/2464 sulla comunicazione societaria sulla sostenibilità CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive). L’ESG è un insieme di criteri a cui si devono ispirare i processi e le operations di un’azienda, che servono a garantire il raggiungimento di risultati a livello ambientale, sociale e di governance delle imprese.
Per chi è obbligatoria l’ESG?
Si applicherà obbligatoriamente a:
- Tutti gli Enti pubblici, indipendentemente dalla loro dimensione;
- Nel settore privato a grandi aziende che superino almeno due delle seguenti soglie:
- Attivo di stato patrimoniale maggiore di venti milioni di euro;
- Ricavi netti delle vendite e prestazioni maggiore di quaranta milioni di euro;
- Numero medio di dipendenti maggiore di 250;
- Imprese quotate, incluse le PMI , escluse le microimprese quotate ; per le imprese non europee verranno predisposti degli standard specifici che copriranno solo alcune aree di rendicontazione;
- Imprese non europee che realizzino ricavi netti delle vendite e prestazioni superiori ai centocinquanta milioni di euro e che hanno almeno un’impresa (figlia) o una succursale nell’UE.
Perchè è importante l’ESG?
Per un’impresa, prendere in considerazione i fattori ESG non è soltanto una questione di etica, ma anche e soprattutto una scelta strategica che tutela la redditività futura. Lo scoppio di uno scandalo legato al mancato rispetto delle normative, per esempio, può scatenare un boomerang reputazionale, che si traduce in un crollo delle vendite.
I criteri ESG sono, infatti, uno strumento per la misurazione del livello di sostenibilità di un’azienda, sempre più utilizzato per stabilire l’impegno e la capacità delle imprese di diventare “sostenibili” in termini di impatto ambientale, sociale e di governance.
Nello specifico, ESG è l’acronimo di :
–Environmental: il primo parametro misura l’impatto delle Aziende sull’ambiente e il territorio come, ad esempio, l’utilizzo delle risorse naturali, le modalità di raccolta dei rifiuti e l’impegno nella lotta ai cambiamenti climatici.
–Social: il secondo parametro riguarda l’impatto delle Aziende nei confronti della società. Tra gli aspetti da tenere in considerazione rientrano, ad esempio, le iniziative orientate al benessere sociale, all’inclusione e al rispetto dei diritti dei dipendenti.
–Governance: il terzo parametro serve a misurare il livello di responsabilità sociale delle politiche attuate dalla Dirigenza: dall’impegno in attività di contrasto alla corruzione alla promozione di un’adeguata etica del lavoro e di retribuzione.
Che cosa occorre fare?
Per comunicare in maniera trasparente il proprio impegno e i risultati raggiunti in termini di sostenibilità le Imprese europee possono redigere, in forma obbligatoria o volontaria a seconda delle proprie dimensioni, un apposito “bilancio di sostenibilità“. Uno strumento utile non solo per essere conformi con la normativa, ma anche per attrarre potenziali investitori e per ottenere valutazioni positive del rating bancario.
Lo Studio fornisce assistenza e consulenza nell’adeguamento di Enti e Società a ESG